Dopo la prima uscita di questa nuova rubrica è successo qualcosa: si sono animati commenti e riflesisoni sui nostri profili social. Segno che il tema è delicato e la necessità di chiarezza è importante in questo periodo storico.
Proviamo ora a fare un passo nella storia mettendo luce sugli elementi che hanno contraddistinto la prima ondata del femminismo.
Cominciata durante la Rivoluzione Francese, si è conclusa con un traguardo fondamentale: il diritto di voto per le donne in alcuni paesi d’Europa e degli Stati Uniti dopo la Prima Guerra Mondiale. Si è trattato di una vera rivoluzione culturale e sociale.
Questa prima ondata si è sviluppata in un contesto in cui le donne erano considerate cittadine di seconda classe, prive di diritti e tutele. Le leggi riflettevano e rafforzavano questa discriminazione, in particolare per le donne sposate, che avevano uno status legale simile a quello di una persona minorenne.
Questa fase ha visto le donne combattere per diritti fondamentali come:
- l’accesso all’istruzione
- il diritto di proprietà
- il diritto al lavoro retribuito
- la possibilità di scegliere la propria professione
Grandi opportunità che nascondono anche i limiti di questa prima ondata femminista:
- connessa al progresso sociale ed economico dell’Occidente
- si è trattato di un movimento di classe medio-alta
- non ha preso in considerazione moltissime soggettività.
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