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Freelance: la mediamorfosi del giornalismo va presa di petto

Sappiamo che la categoria dei giornalisti non sta attraversando un bellissimo momento, e io ogni volta mi inalbero quando sento colleghi che si ostinano a non fare nulla per cambiare la loro situazione. In occasione del 29° Congresso della Federazione nazionale della Stampa italiana (FNSI) tenutosi lo scorso mese a Riccione, ero presente in qualità di delegata dell’Emilia Romagna. Il Congresso è un momento importante di riflessione, perché si discute sulla situazione dei giornalisti, si fanno mozioni e si rinnovano le cariche. Per la cronaca il nuovo Segretario è una donna Alessandra Costante, e io sono molto felice di questa bella fetta di quota rosa.

Convegno FNSI

Durante il Congresso i presenti possono intervenire e personalmente mi sono sentita di farlo in qualità di freelance, una condizione oggi, tra i giornalisti considerata di “precariato cronico”. Il mio intento è stato dare spunti per reagire a questo status quo.

Tre i punti su cui ho sviluppato il mio pensiero:

  • Nuovi editori

Il Segretario uscente Raffaele Lorusso, nella sua relazione ha parlato di un fatturato medio di 9000 euro per i collaboratori, io dico: è il caso di delegare completamente al Governo, agli enti preposti un’azione mirata di soccorso su questa situazione? Si possono cercare altre soluzioni che integrino questi numeri indegni? Per esempio, ci sono nuovi editori che producono delle testate giornalistiche, parlo di aziende che fanno altro nella vita e che hanno deciso di aprire un magazine. Penso a Centodieci della Mediolanum, che affronta temi inerenti alla cultura e non si parla dei servizi di Mediolanum, Logyn è un’altra testata, cartacea, che ha come editore Eurosystem, un’azienda di informatica che affronta temi sul settore in chiave divulgativa e informativa. Queste testate hanno bisogno di giornalisti per scrivere! E io non capisco perché molti colleghi continuano a sbattere la testa contro situazioni che si ripetono e ci ripetiamo da anni senza fare nulla e dando la colpa agli altri che non assumono, ai giornali che non si vendono, ai social network che rovinano l’informazione, etc. Questo nuovo mercato che ha bisogno di giornalisti si chiama Brand Journalism ed è un’opportunità che un giornalista può utilizzare per contribuire al proprio fatturato. Durante il mio intervento non ho parlato esplicitamente di Brand Journalism, poiché molti colleghi sono allergici a questo termine, che considerano automaticamente come una “marchetta” e non ho voluto alimentare lo scetticismo.

  • Nuovi modelli di business

Bisogna studiare nuovi modelli di business, penso a Willmedia, una testata che va molto forte su Instagram e che fa giornalismo con un tono di voce semplice diretto, su temi di informazione generale, economia, attualità. I video che propone sono di circa un minuto e hanno in media 10 mila visualizzazioni, per non parlare del numero di commenti. Ma qual è il loro modello di business? Hanno un piano editoriale che sviluppa i temi tenendo conto anche di esperti di aziende paganti che intervengono con la loro voce per sviscerare temi vari, in cui non sono autoreferenziali, ma danno informazioni utili. Un esempio: come funziona il GDPR, come funzionano gli algoritmi di Google, dipende ovviamente dalla singola specializzazione.

  • Monocliente

L’80% dei collaboratori dipende da un solo editore, secondo l’ultimo sondaggio che la FNSI ha fatto su un campione italiano di giornalisti freelance. Credo che ognuno di noi debba essere imprenditore di se stesso, è la natura di un imprenditore essere necessariamente multicliente, per assicurarsi la sopravvivenza. Imprenditore non si nasce ma si diventa: bisogna acquisire nuove competenze che non si limitino al solo saper scrivere bene, ma competenze di comunicazione, di amministrazione di base, bisogna sapere valorizzare la propria professionalità lavorando sul personal branding.

La mediamorfosi del giornalismo, presente nel sottotitolo del Congresso, e che a me piace molto,  non è una condizione da subire passivamente, bisogna che ciascuno di noi cambi il proprio mindset aprendosi alle opportunità, accogliendole e non ostacolandole in nome di un passato che non ci sta facendo andare avanti.

Dora Carapellese
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