Siate folla con uno scopo

In un’altra vita, forse, avrei fatto l’insegnante.
Credo nel grande valore di poter aiutare a formare un pensiero critico, nel far comprendere il meraviglioso talento interiore di ognuno di noi, l’importanza di visioni alternative per comprendere la complessità e offrire una visione basata sempre su etica e rispetto.
Mi sono chiesto come raccontarvi il Constructive Network e ho usato l’immaginazione.

Mi sono immaginato un corso universitario, mi sono immaginato una classe di giovani donne e uomini prepararsi a conquistarsi il proprio posto nella società, mi sono immaginato come vorrei fosse una lezione accademica.

Sssh…venite con me, la prima lezione è appena cominciata.

Il professore si trova in mezzo all’aula nello stupore dei ragazzi abituati a quella distanziazione tra insegnanti e studenti, spesso rimarcata anche dall’architettura che pone la cattedra più in alto, sopra uno palchetto.
Sta introducendo il corso.


Ascoltiamo.


In questo corso parleremo tanto, ci confronteremo su diversi temi come informazione, comunicazione, filosofia, marketing, storia, territorio… perché il nostro futuro è totalmente connesso con ciò che ci circonda, quello in cui siamo immersi in ogni istante della nostra vita.
Serve metodo, una forma mentis basata sulle soluzioni, un approccio costruttivo ai problemi, una comunicazione nuova, non credete?

Cominciamo!
Ognuno di voi, ognuno, ha un potenziale nascosto.
Alcuni lo conoscono già, altri credono di saperlo, alcuni lo scopriranno, altri lo tengono nascosto per paura di essere incompresi… fatto sta che questo vostro potenziale è la risposta.

A cosa prof?

Alla paura.

Secondo il 3° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale uscito a febbraio 2020, 7 milioni di italiani hanno paura di perdere il posto a causa dell’innovazione tecnologica. Non nascondiamocelo, la tecnologia ha sempre fatto paura. Rompe gli equilibri, le consuetudini, il “si è sempre fatto così”. Avete studiato il Luddismo vero?

Ma provate a vederla in un altro modo, provate a pensare se non fosse che “l’algoritmo più potente al mondo rimane quello dell’umanità” come emerge dal libro scritto da Francesco Marconi.

Cosa intende prof?

Dovete avere uno scopo, capire cosa vi fa battere il cuore, quello per cui siete portati e usare la tecnologia per realizzarlo!

Certo serve metodo, un costo psicologico di attivazione, è faticoso ma è l’unico modo per non farvi usare dalla tecnologia.

Nell’ultima puntata prima della pausa estiva, Francesco Oggiano, nella sua Digital Journalism ha riportato una sua riflessione: “mi sono imbattuto in questo video, con due pesi massimi del settore. Shapiro – conservatore anti-Trump e ludicissimo polemista – a un certo punto esprime un concetto se volete banalissimo, che però mi ha affascinato tantissimo. «I social in generale, ma in particolare Twitter, hanno creato una cosa che non è mai esistita nella storia dell’uomo: una folla senza scopo». Dall’origine della vita umana ai primi anni ’10, sono esistite folle con uno scopo comune. Anzi, l’obiettivo comune era l’elemento fondante e imprescindibile della folla stessa.”

E aggiunge: “per la prima volta, su Twitter c’è una folla senza scopo. «La gente si alza la mattina e ha voglia di interagire con altre persone. E pensa: “Ok siamo tutti qui. Guarda, lì qualcuno ha detto qualcosa. Ecco, lì c’è uno scopo comune”». E iniziano le polemiche. E la celebrazione collettiva di qualcosa.”

Ma quindi prof. come si articolerà il corso? Nel programma non c’era nessun testo da prendere.

Grazie per la domanda.

Non ci saranno testi perché vi consiglierò volta per volta cosa leggere, senza nessun obbligo ma chi leggerà potrà portare il suo contributo nel dibattito, aiutarmi nell’avere visioni alternative e comprendere la complessità.

Come, noi aiutare lei?

Abbiamo tutti bisogno di continuare a confrontarci, mettere in discussione le nostre verità, inserire la creatività anche nel dibattito “perché in un mondo che va veloce come mai prima d’ora e punta tutto sulla tecnologia, noi siamo coloro che hanno l’opportunità di rappresentare l’unica componente che mai sarà replicata da forme artificiali di intelligenza.” Lo ha detto Marisandra Lizzi nel report di ADCI ed è la stessa persona che ora vi direbbe di andare e cominciare a pensare come fare “il piano di comunicazione della vostra vita”.

Su questo ci torneremo.

Bene quest’ora è volata, leggetevi se volete quanto vi ho citato oggi e, in aggiunta, questo breve saggio dal titolo: “L’economia senza gioia di Tibor Scitovsky” di Alessandra Smerilli.
La prossima lezione parliamo di Scitovsky, singolare economista.

Ci vediamo giovedì prossimo in aula 24.

Francesco Sicchiero
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