Giornalismo costruttivo: cosa non è

Il giornalismo costruttivo è un approccio all’informazione che si è andato delineando negli ultimi anni come risposta a una esigenza ben chiara: recuperare la credibilità della stampa e fornire al lettore notizie rispettose, più complete e orientate alle soluzioni più che ai problemi.

Come accade spesso quando si delineano nuovi principi che regolano ambiti storici, può risultare meno chiaro comprendere i confini dentro cui muoversi. Le sfumature sottili che dividono l’informazione da come la viviamo per lo più oggi e il giornalismo costruttivo sono sottili e richiedono chiarezza.

Ecco, allora, cosa non è il giornalismo delle soluzioni e costruttivo in cui crediamo noi del Constructive Network.

Il giornalismo costruttivo non racconta buone notizie

Le notizie positive raccontano solo un aspetto della realtà, esattamente come fa il giornalismo che distrugge e lancia titoloni negativi. Certamente le buone notizie fanno stare meglio di quelle cattive, ma ci portano a correre il rischio di non riconoscere la realtà dei fatti. Se il giornalismo positivo ci fa credere che il mondo sia perfetto e non occorra fare di più, il giornalismo che definiamo distruttivo ci racconta che siamo talmente invasi dai problemi che non potremmo mai fare nulla. La soluzione sta nelle sfumature: raccontare i problemi aprendosi alle opportunità. Abbiamo bisogno di un giornalismo che ci aiuti a comprendere cosa sta accadendo e cosa possiamo fare. Esistono strade percorribili? E ora che conosciamo il problema cosa possiamo fare? C’è chi fa bene e può essere un esempio da seguire?

Il giornalismo costruttivo mon ama le breaking news

Ci vuole tempo per informarsi bene. E ci vuol ancora più tempo per costruire una narrazione corretta della realtà che viviamo. Oggi siamo abituati ai lanci su Twitter dell’ultima notizia, alle breaking news che spesso non sono altro che la ripresa di storie raccontate da altri.
Il giornale DeCorrespondent versione inglese ha lanciato l’hashtag #unbreakingnews proprio a sottolineare la necessità di un racconto più approfondito. Cosa fare allora? Leggere tutto ma diventare lettori critici capaci di identificare le fonti più attente per comprendere meglio la complessità del mondo.

Il giornalismo costruttivo non ha sempre la soluzione giusta

C’è un detto popolare che dice che se esiste un problema esistono anche le soluzioni. Ma queste potrebbero ancora non essere state scoperte. Scegliere il giornalismo costruttivo non significa avere tutte le risposte nel taschino. Significa, invece, cercare le possibili risposte, sollecitarle quando è possibile, raccontarle con i propri punti di forza e i propri limiti. E dopo averle condivise con il lettore seguirne l’evoluzione e accettare ogni variazione possibile. Questa è l’informazione di qualità: non è assoluta.

Il giornalismo costruttivo non crea eroi

Si nota, sui media, la tendenza a creare dei miti di riferimento. Persone che sembrano avercela fatta senza alcuna difficoltà. Grandi imprenditori, eroi del nostro tempo che ci appaiono infallibili. Il risultato di queste narrazioni è quello di creare un forte distanziamento tra il protagonista della notizia e chi legge o ascolta nel quale si può generare un senso di frustrazione e impotenza. Siamo tutti esseri umani e quindi ci comportiamo da esseri umani: quando abbiamo successo e quando no. Il giornalismo costruttivo questa cosa non se la dimentica: il lettore deve potersi identificare, cogliere ispirazioni e crescere grazie all’articolo letto. Quante cose si possono scoprire dalla storia di una persona? Innumerevoli.

Il giornalismo costruttivo sceglie con cura le parole

Ogni parola pubblicata crea una visione della realtà nel lettore, una sua personale percezione dello stato in cui si trova il mondo. Noi giornalisti, in questo senso, abbiamo una una grande responsabilità: anche per una sola parola scritta o detta, anche nei confronti di un solo lettore. Tenendo a mente valori come empatia, rispetto, dignità di chi legge le notizie, il giornalismo costruttivo sceglie con cura le parole e il messaggio che vuole offrire al pubblico che legge o ascolta.

assunta corbo

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