Giovani e internet: crescere con la rete in modo costruttivo

Giovani e internet

I giovani sono costantemente connessi alla rete tramite smartphone e tablet. L’iper utilizzo di device, il confronto con un numero elevato di stimoli, ma anche di occasioni di
giudizio, a cui si collega a una fruizione fatta per lo più da soli, ha comportato anche l’emergenza di fenomeni delicati e a tratti allarmanti. Si pensi al cyberbullismo.

In Italia i Neet – giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano (Not in
Education, Employment or Training) – sono circa 2,2 milioni (dati del 2016) e rappresentano il 24.3% della popolazione. Si tratta della quota più alta di tutta l’Unione Europea. Il fenomeno assume entità differenti a seconda del territorio di riferimento: al Nord sono il 16.7%, al Centro sono il 19,7% e al Sud arriva al 34%. In termini di produttività, questa situazione pesa sul nostro Paese 21 miliardi di euro (l’1,3% del Pil).

ValoryApp: la start-up che pensa alla relazione tra i giovani e internet

In questo contesto attuale ben chiaro e definito, si inserisce ValoryApp, start-up innovativa a vocazione sociale che offre servizi innovativi di supporto alla crescita personale e professionale dei giovani attraverso una piattaforma digitale ideata ad hoc per giovani dai 14 ai 29 anni.

“Si tratta del primo social responsabile supportato costantemente da un team di professionisti a disposizione dei ragazzi per un orientamento personalizzato. Mediante attività coinvolgenti all’interno dell’App e la partecipazione ad eventi “live” i giovani verranno aiutati a trovare i percorsi di apprendimento e orientamento più adatti a sviluppare una maggiore consapevolezza delle loro abilità e della loro vocazione, con l’obiettivo di contribuire a migliorare il loro benessere e ad avviarli con successo al mondo del lavoro, valorizzando le loro passioni – dichiara Simona Dell’Utri, fondatrice di ValoryApp.

La piattaforma digitale, la prima del suo genere in Italia si configura come un’App e vuole essere un luogo di interscambio di riferimento per le nuove generazioni, in cui trovare idee, suggerimenti e consigli personalizzati per valorizzare le proprie passioni e interessi; confrontare le proprie storie con quelle dei coetanei; partecipare a contest collegati
allo sviluppo di percorsi professionali e professionalizzanti. Al suo interno è possibile anche trovare un supporto di professionisti psicologi disponibili a supportarli e motivarli, aiutandoli a incrementare la fiducia in se stessi e negli altri.

Mariangela Campo, una delle co-founder del nostro Network, ha intervistato Simona Dell’Utri per farsi raccontare la relazione tra i giovani e internet e il progetto ValoryApp

Covid_19: la ripartenza è donna

La ripartenza è donna

Come stiamo riorganizzando la ripresa post Covid_19? Secondo alcuni esperti la ripartenza è donna. Da questa idea ha preso forma la prima puntata di #ColazioniCostruttive, un format ideato e realizzato da Isa Grassano, co-founder del nostro network, Paola Oriunno e Catiuscia Ceccarelli, giornaliste che fanno parte della nostra rete costruttiva.

Due volte al mese, alle 8.30 del mattino, le nostre colleghe dedicano una rassegna stampa costruttiva a un tema di attualità. L’obiettivo è quello di offrire punti di vista nuovi, storie resilienti, esempi virtuosi. Abbiamo bisogno di ispirarci e le persone sono la fonte di ispirazione migliore a cui attingere.

In questo primo episodio del format, andato in onda sulla nostra pagina Facebook, si sono raccontate storie di chi ha deciso di cogliere l’opportunità della difficoltà abbracciando percorsi nuovi. Secondo alcuni esperti, sono le donne le vere protagoniste della fase 3 post pandemia.

Cosa sta succedendo in Europa? Come vengono tutelate le donne per ripartire? Cosa sta succedendo in Italia? Queste alcune domande che Paola, Isa e Catiuscia hanno tenuto a mente per strutturare una rassegna stampa molto particolare.

Ci sono storie di donne che riescono a realizzare passioni e sogni e ci sono uomini che sanno sostenere la propria compagna in questo percorso. Ci sono progetti che nascono – come il Tg del Volontariato di Tiziana De Masi – e libri da leggere per trovare la forza di non arrendersi.

La puntata integrale è sul nostro canale Youtube dove potete trovare anche le altre dirette del network.

I 4 principi del Manifesto per una Informazione Costruttiva

Informazione Costruttiva

In questo periodo storico il giornalismo sembra essere giunto a un punto di non ritorno. Uno di quei momenti in cui occorre riprendere in mano i contenuti, i valori e le visioni per tracciare un percorso differente. Il nostro network è impegnato in questo viaggio di trasformazione del mondo dell’informazione e della comunicazione.


Puntando su una narrazione costruttiva, stiamo delineando nuovi percorsi, nuove visioni e nuovi sguardi che ci condurranno verso un nuovo modo di raccontare la realtà che ci circonda. Un viaggio stimolante che si costruisce giorno dopo giorno con il confronto, l’ascolto del lettore e l’esplorazione di territori nuovi.


Alla base di questa avventura ci sono nozioni apprese dalle esperienze di giornalismo costruttivo di altri paesi europei ma anche riflessioni nate osservando il panorama italiano dell’informazione. Il risultato di questo confronto è il Manifesto per un’Informazione Costruttiva che racconta i valori che ci muovono a lavorare in modo etico e responsabile.
Un Manifesto che abbiamo voluto per raccontarci meglio e per accogliere le firme di chi – giornalisti, comunicatori e lettori – crede che si possa fare qualcosa per cambiare. Perché il cambiamento è molto più reale e tangibile di quel che si possa pensare.


I principi del Manifesto per una Informazione Costruttiva


Come si può riconoscere l’informazione costruttiva? Nel nostro Manifesto abbiamo scelto di identificare i 4 principi fondamentali intorno a cui ruota la nostra idea di giornalismo e comunicazione.

  • Informare secondo etica e rispetto. Non è il sensazionalismo ciò di cui oggi abbiamo bisogno ma un maggiore approfondimento che va al di là di ciò che viene strillato sui social media o raccontato con parole che fanno leva sullo stato emotivo dei lettori. Serve, crediamo, dare più valore alla notizia.
  • Raccontare la complessità. La narrazione costruttiva parte da una necessità impellente per la nostra società oggi: contestualizzare. I dati vanno raccontati solo dopo averli inseriti in un contesto; le storie vanno condivise solo se rientrano in un panorama più ampio di sfumature.
  • Trovare soluzioni alternative. Il mondo è complesso e con ogni probabilità lo sarà sempre di più. Quale la nostra opportunità? Raccontare i problemi portando visioni alternative, soluzioni scalabili e storie di resilienza. Perché è solo vedendo le opportunità che si generano altre opportunità.
  • Ispirare fiducia nei lettori. Il giornalismo, specie negli ultimi anni, ha perso credibilità per via di esempi poco virtuosi a cui ci siamo abituati. Ma generalizzare non è mai una buona cosa e per questo noi siamo impegnati alla ricerca delle firme e dei media che credono nell’informazione costruttiva e che giorno dopo giorno sono pronti a ricucire la relazione con il lettore. La fiducia è un valore necessario per il benessere di un Paese.

Questi nostri principi sono il punto di partenza per lavorare in modo incessante alla costruzione di nuove forme di racconto e narrazione. Se condividi il nostro pensare ti invitiamo a firmare il Manifesto per una Informazione Costruttiva: è il modo in cui puoi dirci “andate avanti!”.

Nel video qui sotto due dei fondatori del nostro network Assunta Corbo e Vito Verrastro, raccontano il Manifesto e il giornalismo costruttivo. Sul nostro canale Youtube trovi altri contenuti che possono aiutarti a conoscerci meglio.

Hans Rosling: il nostro istinto delle dimensioni

Hans Rosling

Sull’ istinto delle dimensioni, inteso come la tendenza a guardare un numero solitario e fraintenderne la portata, ha scritto in modo approfondito Hans Rosling nel suo libro Factfulness.

II medico statistico e accademico svedese ha dedicato la sua vita (è deceduto nel 2017) allo studio dei dati che abbiamo a disposizione per comprendere il mondo. In questo suo ultimo libro, che trovo illuminante, pagina dopo pagina smonta una serie di atteggiamenti che abbiamo costruito e che ci impediscono di avere la giusta percezione della realtà dei fatti.

Per esempio, fornisce due strumenti – che lui stesso definisce magici – per evitare di dare alle cose le proporzioni sbagliate. Il primo è il confronto e il secondo è la divisione.